I Fiori dell’innocenza

Venereisterica

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La risposta sta soffiando nel vento…

Hollande alle camere riunite a Versailles: “Siamo in Guerra!“.

Quante strade deve percorrere un uomo
prima di essere chiamato uomo.
E quanti mari deve superare una colomba bianca
prima che si addormenti sulla spiaggia?
E per quanto tempo dovranno volare le palle di cannone
prima che vengano bandite per sempre?
Per quanto tempo un uomo deve guardare in alto
prima che riesca a vedere il cielo?
E quante orecchie deve avere un uomo
prima che ascolti la gente piangere?
E quanti morti ci dovranno essere affinché lui sappia
che troppa gente è morta?
Per quanti anni una montagna può esistere
prima che venga spazzata via dal mare?
E per quanti anni alcuni possono vivere
prima che sia concesso loro di essere liberi
E per quanto tempo può un uomo girare la sua testa
fingendo di non vedere
la risposta, amico mio, se ne va nel vento,
la risposta se ne va nel vento

Venereisterica

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2 novembre – Invisible

Nessuno muore sulla terra finchè vive nel cuore di chi resta

Venereisterica

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Soprusi di lavoro

Oggi ho raccolto uno sfogo postato su Facebook da una ragazza.
Da donna ritengo sia giusto darne massima diffusione affinché si sappia quello che quotidianamente il genere femminile è costretto a subire in questo paese.
Pensavo che solo nel profondo sud potessero verificarsi simili discriminazioni, in realtà la vicenda si svolge a Mestre.
Mi sento profondamente offesa da questo energumeno e mi auguro che ogni donna, incontrandone uno simile nel proprio cammino, non si faccia mettere i piedi in testa proprio come ha fatto Paola a cui va tutta la mia stima e solidarietà.

“Premetto che ho contato fino a diecimila prima di scrivere queste parole. Ma non riesco a non dirle. E le scrivo qui, per una massima diffusione. Perché tutti devono sapere cosa accade al giorno d’oggi. Vi chiedo di prendervi un paio di minuti per leggere e condividere ciò che mi è successo, perché mi sento offesa e arrabbiata, e tutti, uomini e donne, devono sapere.
E’ SUCCESSO DI NUOVO, ED E’ ORA DI DIRE BASTA.
Questa mattina sono stata convocata per un colloquio di lavoro presso una nota agenzia immobiliare di Mestre che si occupa-anche-di affitti turistici. Sto cercando un lavoretto saltuario per arrotondare perché non sono ancora abbastanza brava e famosa per vivere di sola fotografia, quindi mi sono proposta come hostess per check-in per alloggi turistici, un lavoro che ho già fatto per tanti anni.
Lui, l’egregio Dott. M.M. si presenta all’appuntamento con 30 minuti di ritardo. Non fa niente. Ha una maglia verde lega, ma mi astengo da pregiudizi. Entro nell’agenzia, e dietro di me, sulla porta, un signore che parla poco l’italiano chiede di poter entrare a chiedere un’informazione. Lui, l’egregissimo M.M., lo secca con un “Torna dopo!”. Soppesando il suo grado di educazione e professionalità, lo seguo verso il suo ufficio.
Mi fa accomodare alla sua scrivania, ma non si presenta, non mi da la mano, non si scusa del ritardo, mi da del tu. Questa cosa mi da fastidio, ma anche qui passo oltre.
Prende un foglio prestampato. Questionario Informativo, c’è scritto. Inizia con le domande:
Lui: “la tua data di nascita?”
io:“1-12-87”
Lui:“e quanti anni hai?”
io: “28”
Lui:“dove vivi?”
io: “risiedo a Mestre”
Lui:“..mi serve l’indirizzo preciso”
io: “sono certa di averlo già scritto nel mio C.v.” sorrido educata.
Lui:“mi serve questa informazione di nuovo” (seccato)
io: “va bene, via ***”
Lui:“ok. Stato civile?”
io: “in che senso?” (oh no, sento già lo stomaco chiudersi)
Lui:“sei sposata? Convivi? Hai figli?”
Respiro “E’ necessario che io risponda a questa domanda?”
Lui:“si, è necessario” (si sta agitando)
io: “posso non rispondere”?
Tenetevi forte.
Lui: “Certo. Allora ti puoi anche accomodare fuori, per me il colloquio finisce qui”.
Prende il Questionario Informativo, lo strappa davanti alla mia faccia con fare da vero uomo duro. Si alza, mi apre la porta.
“Non capisco,” dico io “perchè mi sta congedando in questo modo”
Lui: “Perchè tu mi devi rispondere alle domande, e se non mi rispondi il colloquio non può proseguire”
Io: “Non può proseguire il mio colloquio se io non le descrivo la mia situazione famigliare?”
Lui: “esattamente.”
Io: “mi può fornire almeno una spiegazione?” (cerco di insistere)
Lui: “Devo sapere se sei sposata e se hai figli, perché questo determina la tua disponibilità lavorativa”
Io: “mi scusi Dottore, ritengo che la mia disponibilità lavorativa esuli dalla mia condizione privata. Se vuole sapere quanto e quando posso lavorare, mi può semplicemente chiedere qual’è la mia disponibilità oraria”
Lui, ormai furibondo:“Io chiedo quello che mi pare, e se non vuoi rispondere non posso darti il lavoro. Ora te ne puoi anche andare”.
1…2….3……Vabe dai, ormai è fatta. Parto con le mie:
“Posso dirle una cosa? E’ proprio per colpa di persone come lei che questo Paese sta andando a puttane. Perché se a una donna viene chiesto di dichiarare la sua situazione famigliare prima di chiederle quali sono le sue capacità, cosa sa fare e quali sono le sue aspettative lavorative, allora siamo proprio in un mondo di merda. Lei non sa che parlo perfettamente 3 lingue straniere, non sa che questo lavoro l’ho fatto per anni, che ho tanta esperienza e capacità. Lei non me lo ha chiesto. Mi tolga una curiosità, anche ai maschi chiede se hanno figli e se sono sposati quando fa loro un colloquio?”
Lui: “no, ai maschi non lo chiedo. Perché questo è un lavoro che ritengo debbano fare solo le donne”
Io (ormai balba): “Sul serio? Ma lei si sente quanto parla?”
A questo punto prendo la porta, ma prima di andarmene gli porgo la mano per salutarlo, professionalmente. Ma lui “no, non ti do la mano”
io: “e perché?”
Lei: “Perchè non voglio darti la mano, buona giornata”.
Sorrido, arrivederci, me ne vado. Torno all’ingresso, e lì, mentre sto per uscire, con gran classe mi urla dalla sua scrivania “spero proprio che troverai un lavoro!!”

Mi fermo un momento davanti alla porta. Non rispondo, semplicemente perché non è mio costume urlare alla gente da un ufficio all’altro. Chi mi conosce sa quanto sono Signora. Esco, e faccio un profondo respiro. Ho detto un decimo delle cose che avrei potuto dirgli. Perchè in quei momenti ti senti così male e così offesa che il cervello rallenta per l’incredulità.
E allora: Caro piccolo uomo col maglione verde e il cazzo sicuramente minuscolo, nel tuo bellissimo ufficio hai incorniciato la foto di tua figlia, una graziosa ragazzina di circa 16 anni, che – per ironia della sorte – assomiglia tantissimo a me quando avevo la sua età. Prova a pensare, piccolo uomo con piccolo cervello e grande presunzione, quando un giorno non molto lontano, la tua piccola vergine figliola andrà a fare un colloquio di lavoro, ed incontrerà un piccolo uomo che le chiederà se è sposata, se ha figli, se convive, e che le sue risposte in merito alla sua situazione famigliare determineranno il suo successo lavorativo. Prova a pensare per un momento come può sentirsi una donna, quando le viene fatta una domanda del genere. E’ offensivo, è bruttissimo, è una VIOLENZA. Perchè non importa se hai studiato, se hai lavorato tanti anni, se hai fatto gavetta, se hai un bel C.v.. Importa se hai figli. Perché se li hai, è meglio che tu stia a casa ad allattarli.

Ho scritto questo fatto su facebook, e lo racconterò a tutti. Perché le donne devono sapere che non si devono mai abbassare a queste offese, e gli uomini devono sapere che esistono tanti uomini di merda a questo mondo. Proprio ieri ne parlavo con alcuni colleghi, fatalità oggi mi è successo, di nuovo. Ho perso la possibilità di un lavoro, ma non mi importa niente. Ho salvato la mia dignità, ho mantenuto la mia privacy. La condizione della donna al giorno d’oggi è ancora molto difficile.
Sappiatelo tutti”.

Firmato
Paola Filippini

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Piccole iene crescono?!?!

Yogurt

(Immagine presa dal web)

Una bambina di dieci anni, alla compagna di classe che le chiede educatamente una patatina:
-“Tu l’Activia ti devi mangiare, non le patatine”!!!-
Sono rimasta spiazzata nel sentir pronunciare questa frase tanto infelice ad una bambina così piccola…
La cosa che più mi ha toccato è stato comunque il tono acido e sprezzante che ha usato.
Dove stiamo sbagliando?!?

Venereisterica

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La resignaciòn…

…es un suicidio cotidiano.
(Honoré De Balzac)

Venereisterica

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If I were…

Oggi partecipo al gioco “If I were” ideato dal blog http://bloodyivy.it.

Ringrazio prima di tutto cosinonvale per avermi citata!!

  • Se tu fossi un romanzo? Norwegian Wood
  • Se tu fossi un film? L’attimo fuggente
  • Se tu fossi cattivo, dannatamente cattivo (da film o non personaggi reali)? Crudelia Demon
  • Se tu fossi musica? Rock
  • Se tu fossi una fiaba? Alice nel paese delle meraviglie
  • Se tu fossi un’opera d’arte? Leda Atomica di Salvador Dalì
  • Se tu fossi un artista? una cantautrice
  • Se tu fossi una poesia? L’Albatro di Baudelaire
  • Se tu fossi un colore? Viola
  • Se tu fossi un profumo? Zagara
  • Se tu fossi un suono della natura? un’ onda
  • Se tu fossi un fiore? un tulipano
  • Se tu fossi un animale? Un gatto
  • Se tu fossi una pianta? Gelsomino
  • Se tu fossi una pizza? con speck e gorgonzola
  • Se tu fossi un dolce? Il Tiramisù
  • Se tu fossi una bevanda? Un Rosolio alla cannella
  • Se tu fossi una salsa/un condimento per le patatine fritte? salsa Guacamole

Leda

Venereisterica

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Amore Miao

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Venereisterica

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Ottobre

Riprendo finalmente il blog dopo una lunga pausa estiva (disintossicante) ed un Settembre che mi ha procurato non poche ansie da stress, causa scadenze lavorative tartassanti.
L’autunno è ormai alle porte, anche se in Sicilia, al mattino, si va in giro ancora a maniche corte.
In questi giorni alterno fasi di vitalità e ottimismo a momenti di profondo sconforto, vuoi per il cambiamento climatico, per il rientro un pò troppo brusco dalle ferie o per quel senso di precarietà che permea ormai tutti gli aspetti della mia esistenza…
Ebbene sono arrivata alla conclusione che non rimane che abituarmi, anzi familiarizzare con esso perché l’alternativa, probabilmente, sarebbe soccombere!
Guardo allora avanti con tutte le migliori intenzioni…
A questo Ottobre, a questo autunno:

un tuffo al buio necessario negli abissi di una nuova vita…

piuttosto che il limbo avrei scelto l’inferno
fosse stato il prezzo della libertà…
Il paradiso poteva anche attendere
(fosse stato il prezzo della libertà)
lasciare tutto e accontentarsi di niente
(dare pace a una nascente identità)
quel paradiso poteva anche attendere
dovevamo ancora cominciare a vivere
(C.C.)

In sottofondo: Ottobre (Carmen Consoli)

Venereisterica

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Solo il tempo

Quando si dice che il tempo dà determinate risposte c’è solo da crederci!!!

Certo di tempo ne è passato davvero parecchio ma le risposte sono arrivate tutte, eccome!!! Le maschere da “buon samaritano” sono cadute e si sono pure frantumate per bene. La novità è che prima il mio (e di pochi altri), era solo un vago sospetto, adesso la cosa è chiara a tutti. Non posso affermare di essere soddisfatta per questo, non è mai bello diffidare di persone con le quali collabori giornalmente, anzi,  spesso si tende a giustificare certi atteggiamenti con la scusa del carattere particolarmente antipatico e/o difficile. Al sud usiamo l’immagine di un orpello che regge solo grazie all’ausilio degli spilli, quando vogliamo descrivere l’eccessiva instabilità caratteriale di una persona.

Stavolta però la questione non è semplicemente caratteriale: certi valori o li possiedi o non  ti appartengono nemmeno se ti sforzi di “recitarli”. Ebbene la commedia è terminata. Mi dispiace solo per chi ha creduto in un’ipotetica “buona fede”, per chi ha visto comunque il “bicchiere mezzo pieno”, per chi ha provato empatia sebbene sempre e solo a senso unico. Io mi definisco una “pessimista cosmica” tanto che la legge di Murphy, a casa mia, è affissa sull’anta del frigorifero!  Nonostante ciò, non comprendo le persone che sul serio puntano sempre il dito: “Lui! Lei! l’altro! il mondo! la società! gli dei! ed i mostri a tre teste!”. Un esame di coscienza, ogni tanto, sarebbe auspicabile anche da chi ha manie di persecuzione!

Sono stanca, delusa, amareggiata, spero ancora in un ravvedimento, in una soluzione dettata dalla reciproca comprensione. Come ha saggiamente chiosato una mia collega: “Purtroppo guardiamo sempre al poco che ci divide e mai al tanto che ci unisce!”.

Venereisterica

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