Uomo del mio tempo

Sei ancora quello della pietra e della fionda,

uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,

con le ali maligne, le meridiane di morte,

t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,

alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,

con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,

senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,

come sempre, come uccisero i padri, come uccisero

gli animali che ti videro per la prima volta.

E questo sangue odora come nel giorno

Quando il fratello disse all’altro fratello:

«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,

è giunta fino a te, dentro la tua giornata.

Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue

Salite dalla terra, dimenticate i padri:

le loro tombe affondano nella cenere,

gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

(Salvatore Quasimodo)

Bomba Bruxelles di Benoit Vrins-2

(immagine dal web – Bruxelles 22/03/2016)

 

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2 risposte a Uomo del mio tempo

  1. ehipenny ha detto:

    Una poesia attuale che quasi fa venire i brividi… Ricordo quando alle scuole medie la professoressa ce la lesse… certe poesie non hanno età… e potrei aggiungere in questo caso un purtroppo.. 😉

    Liked by 1 persona

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