Je suis… qui je veux être!

Questa estate mi son trovata a dover trascorrere parecchie ore all’aeroporto di Istanbul, eccezionale crocevia di culture, grande e moderna porta dell’Oriente. Lì davvero capisci quanta varietà di culture ci sono nel mondo e ti senti parte attiva di questo “spettacolo”.
La sala d’aspetto del gate era strapiena di donne musulmane in Niqab (velo islamico tutto nero che lascia scoperti solo gli occhi). Non ne avevo mai viste tante, tutte insieme e la cosa mi ha colpita parecchio. Così come sono rimasta scioccata nel vedere, di contro, i loro mariti assolutamente alla moda, con jeans, giubbini e scarpe identiche a quelle indossate da un qualsiasi ragazzo europeo. Era, ai miei occhi, un’immagine “stonata” o comunque bizzarra.
Accanto a me, sostava una famigliola composta da: padre, madre con velo ma viso scoperto e tunica,  figlia adolescente con velo sui capelli, jeans e scarpe da ginnastica e fratellino piccolo. La madre trasportava con se due enormi sacchi di carta (griffati) che io, presa dall’euforia, immaginavo piene di souvenir. La ragazzina invece non faceva che smanettare col cellulare. Ad un certo punto la madre deve averle detto qualcosa che l’ha urtata parecchio, vista la sua espressione contrariata e traducibile con un: “Non mi rompere le….”. La madre, a quel punto l’avrà sicuramente redarguita e dopo un pò la ragazzina, mooolto scocciata, si è dileguata insieme alla donna. Insomma le due sono sparite per un bel pezzo, tanto che padre e figlioletto si sono addormentati sul sedile di fianco ed io alla fine pure. Quando ho riaperto gli occhi, mi sono trovata davanti alle ginocchia i due enormi sacchi di carta, ma a tenerli erano due donne in Niqab che da lì a poco, evidentemente, avrebbero fatto rientro in Patria…
Questa cosa mi ha fatto molto riflettere perché è chiaro che non tutte le donne musulmane sono contente di portare il velo (in particolar modo quello integrale), men che meno le nuove generazioni.
Io sono per il rispetto di tutte le culture, le religioni, gli usi (non tutti) e i costumi di ogni popolo ma, ancor prima, della libertà di scelta.
Le donne islamiche oggi rappresentano la chiave del “cambiamento”.

Una mamma che educa un bambino educa un uomo, una mamma che educa una bambina educa un popolo.
Anonimo

P.S.: No, io non sono Charlie Hebdo, io sono chi voglio essere e vorrei che tutti, nei limiti delle proprie possibilità, potessero aspirare a questo!

Venereisterica

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12 risposte a Je suis… qui je veux être!

  1. vagoneidiota ha detto:

    Bellissimo, venere.
    Te lo dice un parigino.
    ‘til the cops come knockin’ – maxwell

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  2. Bloom2489 ha detto:

    D’accordissimo con te!

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  3. mariluf ha detto:

    Condivido in pieno… e ti ho copiato la citazione (ma solo per me)

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  4. Perfetta la citazione….gran bel post. .fa riflettere! !

    Liked by 1 persona

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